Dalla intuizione alla predizione

DECISIONE INTUIZIONE PREDIZIONE

In un processo di pianificazione strategica si utilizzano molto la creatività e l’intuizione.
Competenze importanti, direi fondamentali, che normalmente non mancano nei leader e che sovrastano di gran lunga l’utilizzo di dati oggettivi per fornire informazioni utili alle decisioni.
Ma tutti sappiamo quanto siano importanti i dati per analizzare sia il passato (quello che ormai è accaduto) ma molto di più quelli per predire il futuro. Per fare questo in modo alquanto sofisticato la System Dynamics ha dato vita ai cosi detti MICROMONDI.
Ma non è di questa tecnologia che desidero parlarti, bensì di quello di cui disponiamo ormai in una grande quantità: I DATI.
I nostri semplici dati, ma oggettivi, ci aiutano in primo luogo a passare dallo stadio del
IO PENSO a quello del IO CONOSCO CERTAMENTE.
L’immagine che segue indica i diversi stadi di valore dei dati per il business e dichiara qual è il nostro comportamento decisionale: reattivo, proattivo, strategico, predittivo.
Valore dei dati

Ma di quali dati facciamo uso? Come sono organizzati? Sono, in realtà quelli veramente utili per prendere una decisione?

Quanto i dati sono analitici e quanto sono dinamici (in movimento) a tal punto che mi possano aiutare a prevedere un possibile futuro?

Teniamo conto dei ritardi temporali con i quali i dati si possono evolvere per effetto dei comportamenti organizzativi e dei processi?

Il primo aiuto che posso fornirti per dare avvio ad un buon processo decisionale lo trovi nell’acronimo LAMP che sta per: Logica, Analisi, Misurazione, Processo.

Pertanto bisogna avere una giusta:
Logica. Ovvero, prima di procedere, è necessario aver definito qual è il vantaggio competitivo che desidero ottenere dall’analisi dei miei dati.

Analisi. Ovvero disporre dei giusti dati per poter effettuare una analisi.

Misurazione. Ovvero, l’organizzazione/struttura dei dati deve essere tale che si possano fare confronti, comparazioni e quindi che siano affidabili e che contengano, ovviamente, il cosa misurare.

Avere un giusto Processo. Ovvero, aver stabilito le azioni da compiere e le modalità con le qualità analizzare i dati e soprattutto come dare prosecuzione all’analisi dei dati.

Il più delle volte l’analisi dei dati serve per dare risposta alle esigenze decisionali del CdA che a sua volta vuole dare risposta ai bisogni degli stakeholder (soggetti molto importanti all’interno di un processo di pianificazione strategica). Per questo non è assolutamente opportuno esigere dati all’istante (cioè agire con la cultura dell’urgenza).

E’ necessario invece disporre di una vera e propria agenda della ricerca e cioè
organizzare la raccolta dei dati nei tempi giusti, disponendo di fonti certe.

Solo quando i dati saranno raccolti in dataset (significa non avere una massa indistinta di dati bensì un insieme di dati strutturati in forma relazionale) analizzabili, misurabili, solo allora si potrà procedere alla fase di analisi (scegliendo le modalità e le persone che ne faranno parte), e di seguito individuare come e a chi comunicare i risultati dell’analisi.

Ma tutto questo sarebbe attività vana se non definissimo da subito le azioni strategiche conseguenti.

Pertanto potrebbe esserti utile, prima di avviare quello che normalmente chiamo il
CICLO DELLA DECISIONE, compilare la seguente tabella:

tabella

L’immagine seguente ti aiuterà a comprendere come, la maggiore capacità di utilizzo dei dati ti potrà consentire di passare dalla intuizione alla predizione.

In essa potrai distinguere le tre fasi di questo percorso: Sistemazione dei dati, Costruzione del processo e della Governance, Pilotaggio. Quest’ultima fase ti permetterà di guidare l’impresa verso il futuro desiderato.

Nell’immagine vi sono anche i quattro stadi con l’indicazione degli strumenti/metodologie prevalenti.

utilizzo dei dati per la decisione predizione

Ovviamente trattasi di suggerimenti esemplificativi. Tu potrai fare sicuramente di meglio con le tecnologie di cui oggi disponiamo tutti.

Come sempre chiudo con la raccomandazione numero 1: Non avviare nessun processo, quello decisionale in primis, senza averlo pianificato prima. L’improvvisazione e la fonte dell’insuccesso.

Roberto Lorusso

CEO & FOUNDER
Duc in altum srl

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