Steccato, chiodi, stucco e vernice.

Purtroppo la velocità con la quale vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, ci fa sottovalutare il modo con il quale ci relazioniamo con gli altri. E mentre “maltrattiamo” verbalmente un nostro collaboratore per qualche sua inefficienza ci dimentichiamo che più lo “maltrattiamo” più vediamo allontanarsi i nostri obiettivi.

Poi ci rendiamo conto che tutti i consigli per raggiungere un buono Empowerment si sono fatti benedire. O come si dice sono andati al diavolo.

Il rispetto della persona che abbiamo difronte consiste nel comprendere e correggere l’errore. E dobbiamo rivolgerci alla persona riconoscendola capace di migliorare. Facendole capire che ci rivolgiamo a lei perché ne abbiamo una grande stima, chiara ed esplicita.

Ma cosa succede se continuiamo a mancare di rispetto e delicatezza verso i nostri collaboratori? Vi racconto questa piccola storia.

C’era una volta un ragazzo con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.

Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantati nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare i chiodi.

Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato.

Allora andò dal padre e gli disse che per quel giorno non aveva piantato alcun chiodo. Il padre allora gli disse di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno in cui non aveva perso la pazienza e litigato con qualcuno.

I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato. Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse:“Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato. Lo steccato non sarà mai più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci una ferita come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita. Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà”.

Una ferita verbale fa male quanto una fisica o forse più. I nostri collaboratori sono gioielli rari, vanno trattati con molta cura e delicatezza (la virtù dei forti), ognuno in modo “autentico” e “personale”, comunicando loro la verità con rispetto,  usando la giusta forma.

Nei rapporti fra persone il modo di comunicare richiede le “buone maniere” e non è come dicono molti una banale questione di “forma”. La forma è essenziale. Non è un gioco di parole. Se dico male delle cose vere, sono ingiusto e corre seriamente il rischio di non farmi capire. Se cerco di fare il bene per un mio collaboratore passando sopra alle forme, primo poi mi accorgerò di non aver raggiunto il risultato, oppure di averlo raggiunto a caro prezzo, facendole del male.

Non curare la forma fa perdere un sacco di tempo perché dopo saremo costretti a ricucire gli strappi e a recuperare i rapporti.

E proseguendo nella metafora dovremo mettere stucco e vernice perché lo steccato possa ritornare più bello di prima.

Roberto Lorusso
Ceo e Founder duc in altum srl

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *


*